Melfi

    Melfi, con il suo imponente castello normanno-svevo, sorge ai piedi del Monte Vulture. Fu abitata un tempo da Dauni e Lucani, i cui insediamenti sono testimoniati dai reperti archeologici ritrovati nella zona e custoditi oggi nel Museo Nazionale. Subì l'influenza longobarda e bizantina e divenne un importante centro e nodo commerciale in epoca medioevale. La sua posizione geografica, a metà strada tra la Puglia dominata dai Greci-Bizantini e i territori di Benevento e Salerno dominati dai Longobardi, era infatti strategica. É questo uno dei motivi se non il principale che giustifica una ricca e complessa tradizione storica. Diverse dominazioni si sono susseguite e tra queste si annoverano quella normanna e quella sveva, che hanno influenzato in maniera preponderante il patrimonio culturale della città. Federico II ne fece una delle sue principali residenze. Ha senz'altro il castello più noto della regione. Eretto dai Normanni, venne ampliato dagli Svevi e dagli Angioini. Qui nel 1231 Federico di Svevia promulgò le Constitutiones Augustales del Regno di Sicilia. L'intervento angioino è caratterizzato dalla cortina esterna con torri quadrate e poligonali, opera di Riccardo da Foggia. Oggi si nota l'assenza di torri cilindriche; la forma della pianta (un quadrilatero irregolare) è stata condizionata dalla morfologia del terreno.

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    Castello Di Melfi By Rual Studio2
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    Nel secolo XVI passò ai Doria che lo trasformarono soprattutto nel corpo centrale. La parte scuderie, stallaggio e mortorio, Angioina, immette alla Sala del Trono e al sottostante Salone degli Armigeri. Oggi vi ha sede il Museo nazionale del Melfese.


    Storia e cultura a Melfi i siti principali

    Castello

    Apertura: tutti i giorni 9:00-20:00, il lunedì 14:00-20:00
    Chiusura: lunedì mattina, il 25/12, il 01/01 ed il 01/05
    Prezzo biglietti: € 2,50 intero, € 1,25 ridotto (dai 18 ai 25 anni), gratuito per <18 e >65

    Il Castello, fatto costruire da Guglielmo d'Altavilla nel XI secolo sui ruderi di un castello preesistente, è senza dubbio il più noto della regione. Ancora oggi domina, con la sua mole imponente, il panorama della città. Negli anni successivi, il castello fu risistemato e ampliato da Federico II, che nel 1231 vi promulgò le "Costitutiones Augustales", il primo testo organico di leggi scritte dell'età medioevale e di contenuto sia penale sia civile. Dal XVI secolo il Castello divenne dimora della famiglia Doria e fu sede anche di vari Concilii. Durante il Concilio convocato dal Papa Urbano II nel 1089, il pontefice bandì la prima crociata in Terra Santa contro gli infedeli, istituendo l'obbligo del celibato ai religiosi. Costituito originariamente da una parte centrale circondata da una cinta muraria, si presenta al visitatore a pianta poligonale e conta ben otto torri, di cui tre a pianta poligonale e cinque a pianta quadrata. La torre ovest, detta "baluardo del lione", presenta una sporgenza a forma di nido che, secondo la leggenda, sarebbe il nido dell'aquila imperiale di Federico II di Svevia.Nel Castello oggi ha sede il Museo Nazionale del Melfese.


    Museo Archeologico Nazionale

    Apertura: tutti i giorni 9:00-20:00, lunedì 14:00-20:00
    Chiusura: lunedì mattina, il 25/12, il 01/01 ed il 01/05
    Prezzo biglietti: € 2,50 intero, € 1,25 ridotto (dai 18 ai 25 anni), gratuito per <18 e >65.
    Note: il museo è ospitato all'interno del Castello.

    Il Museo Nazionale del Melfese è sistemato in tre sale del piano terra del Castello Normanno-Svevo. Conserva numerosi reperti archeologici riguardanti le popolazioni indigene della preistoria, dei periodi romano, bizantino e normannoNella torre, vicino all'ingresso, è conservato il Sarcofago di Rapolla, meraviglioso lavoro creato da artisti dell'Asia Minore. La prima sala riunisce reperti d'epoca preistorica quali pugnali, macine di pietra e ceramiche decorate, ritrovate in tombe della zona, del V-IV millennio, per finire ai materiali dell'età del Bronzo del villaggio di Toppo d'Aguzzo. Nella seconda sala sono da ammirare due corredi appartenenti a tombe principesche, con ambre figurate, fibule d'argento, rocchetti d'oro, un bicchiere d'argento, oltre ad armi bronzee e in ferro e vasellame d'argilla e bronzo. La terza e ultima sala contiene reperti da altre due località della zona (Lavello e Banzi), con materiale del neolitico, dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro.


    Cattedrale

    Apertura: tutti i giorni
    - estate: 9:00-13:00 e 16:00-20:00
    - inverno: 9:00-12:30 e 15:30-19:30
    Ingresso libero

    Di notevole interesse artistico è il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta. Fu fondato intorno al 1075 da Roberto il Guiscardo o, secondo altre fonti, nel 1153 dal re normanno Guglielmo I detto il "Malo". Il campanile Normanno fu costruito da Noslo da Remerio nel 1153 e misura quasi 50 metri. L'edificio fu quasi interamente rifatto nel XVIII sec. in stile barocco, tranne il campanile che conserva ancora lo stile originario normannoL'interno ha una pianta a croce latina, divisa in tre navate. Quella centrale è coperta con un interessante soffitto a cassettoni, quelle laterali con volte a botte. All'interno sono conservati un crocifisso ligneo del XV sec., numerosi dipinti e una tavola del XII sec. raffigurante la Madonna col Bambino fra due Angeli. Accanto al Duomo sorge il Palazzo del Vescovado dove all'interno del cortile vi è una fontana in stile barocco.


    Cripta di S. Margherita

    Ubicata presso il Cimitero comunale S.S. Melfi-Rapolla
    Ingresso gratuito
    Visita su prenotazione

    Santa Margherita è situata nelle vicinanze di Melfi, al chilometro 1 della strada statale 303 in direzione di Rapolla. Si tratta di una chiesa rupestre scavata nel tufo vulcanico. La chiesa è a navata unica, con quattro cappelle laterali. La navata centrale è coperta da crociere a sesto acuto, mentre le cappelle laterali sono coperte da volte a botte. Dal punto di vista artistico, la chiesa è interessante per i numerosi affreschi che ricoprono le pareti. Molti di questi hanno uno stile bizantino, mentre altri hanno impronta marcatamente occidentale. Fra questi riveste particolare importanza il "Contrasto dei vivi e dei morti", nel quale alcuni studiosi vedono raffigurati l'imperatore Federico II di Svevia, la moglie Isabella d'Inghilterra ed il figlio legittimo Corrado IV.


    Fonte: aptbasilicata.it; basilicatanet.com; ilvulture.it

     

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